LUOGHI DI CULTO E DI PREGHIERA

Le Catacombe di Priscilla sono meta di pellegrini che vivono o si recano a Roma per celebrare la propria fede e visitare luoghi santi e importanti della storia della Chiesa. Per questa ragione, oltre alle visite guidate, mettiamo a disposizione due luoghi particolarmente adatti per tutti quei gruppi, grandi o piccoli, che vogliano celebrare l’Eucaristia o avere un momento di preghiera o di catechesi presso un posto carico di storia, santità e spiritualità.

LA BASILICA DI SAN SILVESTRO

L’attuale edificio sorge sulle fondamenta della basilica del IV secolo nata nel sovraterra delle catacombe proprio in relazione alla tomba di Papa Silvestro (306-335), dal quale prenderà il nome. È stato forse lo stesso Silvestro a volere la definizione di questo spazio cultuale in onore di alcuni martiri e santi di Priscilla: si tratta dei fratelli Felice e Filippo, San Siricio Papa (399), dello stesso Papa San Silvestro e di “molti altri santi” che, come ci ricordano le guide altomedievali, si sommano a quelli sepolti nelle gallerie sotterranee. La presenza di tutti questi martiri, di Papa Silvestro e di sei altri vescovi di Roma ha portato tantissimi pellegrini lungo i secoli a recarsi presso le catacombe di Priscilla e nella Basilica per pregare e celebrare la Messa accanto e insieme ai santi venerati. Questo luogo così carico di significato storico e spirituale attira ancora oggi i fedeli di tutto il mondo.                                                                                                                                                           La Basilica ha attualmente una capienza massima di 100 persone sedute.


L'IPOGEO DEGLI ACILII

acilii
La regione dell’ipogeo degli Acilii è particolarmente privilegiata, visto il suo collegamento sia con la Basilica di San Silvestro che con le sepolture di Crescenzion
e e di Papa Marcellino, che riposavano molto probabilmente nelle vicinanze. Qualche autore ipotizza che in questo settore si trovasse anche il sepolcro originario dei martiri Felice e Filippo, successivamente traslati nella Basilica di San Silvestro. Il cosiddetto Ipogeo degli Acilli, venne chiamato così perché al suo interno furono ritrovati, durante gli scavi ottocenteschi, numerose iscrizioni appartenenti ai sarcofagi della aristocratica famiglia degli Acilli Glabrioni, ai quali molto probabilmente apparteneva l’impianto funerario del sovraterra, precedente all’impianto della catacomba. In questo posto privilegiato e vicino alle sepolture dei santi, oggi allestito per servire a scopi liturgici, si può tutt’ora pregare e celebrare l’Eucaristia.

L'ipogeo degli Acilii è predisposto per gruppi di non oltre 20 persone (sedute).